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di Michele Bontempi, figlio di uno dei feriti nella strage di Brescia e oggi avvocato di parte civile nell’ennesimo processo per piazza della Loggia: «Chi e che cosa vi ha fatto credere di essere legittimati, per raggiungere degli obiettivi politici, qualunque essi fossero, a spezzare la vita di chi nulla aveva a che fare con i vostri disegni e strategie? La memoria va bene, ma non basta. Vorrei dei responsabili accertati, con nomi e cognomi, per chiedere conto dei tanti morti e feriti innocenti, colpiti a caso per rafforzare o indebolire un “quadro politico”… Vorrei che emergesse qualcosa di concreto sui singoli fatti, a cominciare dai depistaggi che hanno impedito di arrivare alla verità giudiziaria quando si era ancora in tempo».

Sign for sandro marcucci: aiutateci a riaprire il caso

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giovedì, 09 luglio 2009



Partito di Alternativa Comunista


Lega Internazionale dei Lavoratori - Lit


 


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Strage di Viareggio

ANCORA TANTI MORTI PER IL PROFITTO DI POCHI

 


 

 

 

 

di Claudio Mastrogiulio

 

La notte tra il 29 ed il 30 giugno scorsi si è consumata l’ennesima strage di donne e uomini innocenti ad opera di un sistema economico che considera la vita umana meno importante del profitto. Nonostante media ed istituzioni si affannino a mistificare la realtà dei fatti straparlando di fatalità o, in alcuni casi, di errore umano; appare evidente alla pubblica opinione la vera ragione di questa catastrofe: la bramosia di profitto di pochi a discapito del diritto alla vita di molti.

 

Le vere ragioni di questa strage: i tagli alla sicurezza ed il profitto

Tutto quanto accaduto non è assolutamente frutto di una fatalità, ma è la conseguenza di un indirizzo economico-legislativo che i governi di centrodestra e centrosinistra in ferrea continuità hanno posto in essere in questi anni. I governi succedutisi hanno preferito investire nei trasporti, quali l’Alta Velocità ed il Ponte sullo Stretto, che favoriscono la speculazione e la sete di profitto di pochi piuttosto che investire risorse economiche su un grande piano di trasporto popolare che rispondesse a standard di sicurezza idonei.

La dinamica del disastro porta ad escludere in modo netto l’errore umano del macchinista. I 14 vagoni merci trasportavano materiale altamente infiammabile e pericoloso come il Gas Propano Liquido (Gpl); motivo per cui avrebbero dovute essere sottoposti a un monitoraggio supplementare prima di consentire il beneplacito per la circolazione ferroviaria. La società austriaca  proprietaria dei vagoni ha affermato di aver sottoposto a revisione i carrelli e, in particolare modo, il carrello che ha ceduto di schianto. La motivazione per la quale il carrello si sia spezzato sta nel fatto che la società proprietaria dei vagoni, commissionando la revisione dei mezzi ha contestualmente fornito il materiale (riciclato) mediante il quale procedere all’operazione. Ovviamente la società proprietaria dei vagoni merci non è l’unica responsabile di questo massacro di innocenti, ma ad accompagnarla nell’ignominia troviamo le Ferrovie dello Stato (Fs) ed il Governo italiano.

Le Fs, tramite l’amministratore delegato Moretti, hanno spiegato che dai primi controlli effettuati successivamente alla tragedia sembra, in base alle scadenze apposte sui vagoni, che la revisione sia stata effettuata regolarmente. Dunque la concessione elargita alla società multinazionale austriaca per circolare liberamente sui binari delle Fs è stata, secondo Moretti, legittima. Oltre al danno anche la beffa per le vittime ed i loro familiari: sentire dalla bocca di uno dei responsabili più macroscopicamente implicati nella vicenda che tutto è proceduto secondo le regole!.

Ancora più ipocrita è la posizione del governo Berlusconi. Al di là dell’ormai collaudata sindrome del “super-io” che ha preso in ostaggio il presidente (dopo poche ore già millantava di risolvere la situazione come a L’Aquila!), c’è da rimarcare il fatto che questo governo, così come quelli che lo hanno preceduto negli ultimi decenni, ha incentrato le proprie politiche economiche sui tagli alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Sul versante dei trasporti ferroviari l’Italia proviene, sulla scia del Trattato di Maastricht, da anni di liberalizzazioni selvagge. Assistiamo, ogni anno, oltre al venire meno della sicurezza per i lavoratori del trasporto, per gli utenti ed i cittadini (come il massacro di Viareggio impietosamente ha dimostrato) anche a continui aumenti del servizio e ad un sempre più marcato deterioramento delle condizioni dei treni che trasportano persone.

La posizione del governo, oltre che politicamente inaccettabile, è anche umanamente ipocrita se si pensa che il Consiglio dei Ministri ha deliberato lutto nazionale e funerali di stato per le vittime. È questo un insegnamento importante: lo Stato borghese che amministra un capitalismo in crisi putrescente può garantire solo stragi e morti in nome del profitto, salvo poi beffare la memoria delle vittime con queste farse ignobili. 

Un’ulteriore spiegazione di questa strage deriva dalle caratteristiche di ogni sistema economico incentrato sui principi capitalistici, vale a dire l’accumulazione dei profitti e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. I morti di Viareggio (ad oggi 22) sono l’ennesima dimostrazione della disumanità di questo sistema economico, di quanto siano incompatibili il concetto di sicurezza sui luoghi di lavoro e quello di accumulazione del profitto.

 

L’insufficiente risposta dei sindacati concertativi

Questo massacro assume sempre più i connotati di una strage annunciata; basti pensare al fatto che nei giorni precedenti alla notte tra il 29 ed il 30 giugno alcuni ferrovieri toscani avevano denunciato la rottura di un asse di un carrello di un vagone merci (considerato incidente tipico tra gli addetti ai lavori) a San Rossore ed a Prato. La triplice sindacale (Cgil, Cisl e Uil) ha indetto un’ora di sciopero tra i ferrovieri toscani dalle 11 alle 12 del 30 giugno, mostrando così implicitamente la totale subalternità dei sindacati concertativi alle politiche padronali poste in essere dai governi succedutisi negli ultimi anni.

 

La necessità di una reale alternativa di sistema   

Il capitalismo mostra quotidianamente il suo volto profondamente sfruttatore e classista. Anche nel caso di Viareggio, a rimetterci la vita non sono stati certamente dirigenti miliardari di multinazionali ma lavoratori nativi e immigrati e giovani vite appartenenti a quelle famiglie. Infatti il quartiere limitrofo alla stazione ferroviaria è prevalentemente (se non totalmente) popolare ed operaio.

Questo sistema economico produrrà, per potersi garantire la sopravvivenza, altre stragi come questa in futuro: se non vi si contrapporrà un’opposizione sociale che sappia garantire, oltre alle rivendicazioni transitorie, una radicale alternativa di sistema. Urge pertanto la necessità di mobilitare tutti coloro i quali subiscono il giogo capitalistico per costruire una mobilitazione generale, unitaria e di massa fino alla cacciata del governo Berlusconi e all’instaurazione di un sistema economico e sociale radicalmente alternativo a quello capitalistico.  

     

 
postato da: laura56 alle ore 20:08 | link | commenti
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postato da: laura56 alle ore 11:49 | link | commenti
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mercoledì, 08 luglio 2009

postato da: laura56 alle ore 19:30 | link | commenti
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da viareggino.com





18 luglio 1945: un'altra esplosione colpì Viareggio 18 luglio 1945: un'altra esplosione colpì Viareggio

08/07/2009 - Disastro a Viareggio







"A casa mia c’è un letto per Ibitzen" "A casa mia c’è un letto per Ibitzen"

La mamma di Matteo Valenti: "Se lo vorrà, sono pronta ad ospitarla"

08/07/2009 - Disastro a Viareggio








Risorgi Ancor Più Bella O' Viareggina... Risorgi Ancor Più Bella O' Viareggina...

08/07/2009 - Disastro a Viareggio









Luca e Lorenzo, due piccole bare bianche a fianco della loro mamma Luca e Lorenzo, due piccole bare bianche a fianco della loro mamma

E Leonardo, ancora ignaro di cosa è accaduto alla sua famiglia, forse, lo ha capito da solo

08/07/2009 - Disastro a Viareggio



postato da: laura56 alle ore 11:01 | link | commenti
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http://www.mediafire.com/?rmkneln3z4m  documento 1957 sovranità limitata italiana e controllata


Cari amici,

forse qualcuno o molti di voi non hanno tempo di cercarsi da soli nei volumi delle relazioni Usa e Italia traccia dell'ammissione americana che l'Italia è un paese a sovranità limitata e controllata nell'ambito dei rapporti tra il governo americano e italiano.

L'ho cercato io il secondo documento(il primo l'ho inviato per email ed è quello del 1946- conferenza a Parigi di preparazione del trattato di pace che l'Italia firmerà e che non mi risulta mai essere stato discusso, sta anche sul blog http://usticaemafie.splinder.com/post/20903522 e sul sito di Marisa Pareto, chi non l'avesse ricevuto, se lo desidera può richiedermi l'email precedente e io gliela inoltro).



Questo secondo documento è del 1957. Si dice espressamente che l'Italia passava da una dipendenza amministrativa e economica dal governo americano ad una relativa indipendenza(sovranità limitata e controllata in altre parole). Si afferma anche che l'influenza del governo americano sull'Italia da lì in poi dovrà essere sempre di più concentrata sui temi essenziali e si stila il nuovo programma politico da parte del governo americano per il nostro paese.





Potete leggervi le pagine in allegato.

Per pregiudizio(o per altre ragioni) in molti non hanno creduto a Mario Ciancarella. Quando egli disse queste cose in Commissione stragi nel novembre 1995, dopo un lungo sciopero della fame, qualcuno dei commissari aveva un volo urgente, non lo poteva nemmeno ascoltare e qualcun'altro definì inutile quell'audizione perchè non si forniva secondo lui, secondo lei "elementi nuovi". Egli è da sempre lo stesso molto sereno, perchè sa dentro di sè di aver fatto il suo dovere fino in fondo come Ufficiale di questa Repubblica parlamentare, la cui sovranità appartiene al Popolo.

 In molti non credono a me, all'Associazione Rita Atria, ad altri amici ed amiche nemmeno oggi sempre per pregiudizio(o altri ignoti motivi) e sostengono che io soffro di "delirio ideologico"(comunista ovviamente). Mi sono arrivate anche telefonate mute e qualche anno fa anche una minaccia un po' più seria, dove mi dicevano con accetto meridionale: " un giorno faremo in modo che tu non torni a casa come Francesca(Morvillo Falcone per caso?), se continui ad occuparti dei casi di Pisa(Marcucci, Scieri, il Serra, lo stesso caso Ciancarella?). Il numero di telefono da cui mi chiamarono era criptato, non lo si poteva desumere dal display del cellulare. delle denunce fatte non ne ho saputo più niente.



Anch'io vado avanti comunque molto serenamente con le mie ricerche, la verità documentale piano piano viene, verrà fuori. Non mi sono mai sognata di dire alla gente: "Ho ricevuto minacce e quindi sono credibile", come non lo hanno fatto Ciancarella o altri. Ho cercato i documenti, i dati incontestabili a conferma delle mie tesi, affinchè la gente in piena libertà potesse giudicare se ero o meno credibile con altri o singolarmente sui cosidetti casi di Pisa, sulla questione della sovranità limitata, su Piazza fontana ecc..



Continuerò a farlo anch'io il mio dovere fino in fondo, ognuno di voi rifletta da che parte stare e si faccia in piena libertà il suo giudizio, il suo convincimento personale. Le vittime uccise e ancora vive hanno bisogno del contributo di tutti per avere Verità e giustizia, pochi individui ben difficilmente riescono a cambiare il potere e la politica in questo nostro Paese, se uniamo le forze invece abbiamo molta più probabilità di successo(nessuno dice che è una cosa facile, ma almeno ci si potrebbe provare). Laura Picchi



postato da: laura56 alle ore 09:18 | link | commenti (1)
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martedì, 07 luglio 2009

postato da: laura56 alle ore 22:26 | link | commenti
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dal sito di marisa pareto



Basta.....fuori gli assassini e tutti quelli che stanno dalla loro parte! pag.374


postato da: laura56 alle ore 12:08 | link | commenti
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E'morto Beppe Cremagnani per infarto: il mio piccolo Grazie!



Grazie Beppe per aver aderito al gruppo su facebook sui brogli elettorali,

grazie Beppe per aver aderito alla battaglia per dare verità e giustizia a Sandro Marcucci e Silvio Lorenzini,

grazie per il tuo lavoro con Deaglio,

grazie per avermi dato la tua amicizia quella sera di pochi mesi fa,

grazie per essere stato un giornalista controcorrente, democratico, fedele alla Costituzione del 1948,

sempre attento a chi ha visto i suoi Diritti fondamentali violati dalla mafia politico-militare, dal potere.

Grazie Beppe, ti ricorderò sempre come un Grande Uomo.



Laura Picchi
postato da: laura56 alle ore 10:40 | link | commenti
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