Ustica, mafie, diritti umani, news dall'italia e dal mondo

di Michele Bontempi, figlio di uno dei feriti nella strage di Brescia e oggi avvocato di parte civile nell’ennesimo processo per piazza della Loggia: «Chi e che cosa vi ha fatto credere di essere legittimati, per raggiungere degli obiettivi politici, qualunque essi fossero, a spezzare la vita di chi nulla aveva a che fare con i vostri disegni e strategie? La memoria va bene, ma non basta. Vorrei dei responsabili accertati, con nomi e cognomi, per chiedere conto dei tanti morti e feriti innocenti, colpiti a caso per rafforzare o indebolire un “quadro politico”… Vorrei che emergesse qualcosa di concreto sui singoli fatti, a cominciare dai depistaggi che hanno impedito di arrivare alla verità giudiziaria quando si era ancora in tempo».

Sign for sandro marcucci: aiutateci a riaprire il caso

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mercoledì, 23 luglio 2008

Da ritaatria.it


22/07/2008 - Comunicato stampa: GIUSTIZIA PER GENOVA, GIUSTIZIA PER L'ITALIA




GIUSTIZIA PER GENOVA, GIUSTIZIA PER L'ITALIA


per la difesa dello Stato di Diritto e della Costituzione



Oggi, 20 Luglio 2008, si conclude il X Campo Scuola organizzato a Boves da ACMOS (


www.acmos.net) e Libera Piemonte (www.liberapiemonte.it).

Quattro giorni di lavoro, oltre 200 persone coinvolte, per dire che non vogliamo che l'Italia si trasformi in una piantagione di CARCIOFI.

La parola carciofo infatti, in dialetto siciliano si traduce con COSCA e allora si capiscono tante cose.

Il Carciofo è una perfetta macchina da guerra naturale che, chiusa su se stessa e armata di spine, protegge il proprio cuore dall'esterno. Le mafie sono forti, perchè sono fatte da Cosche. Ma le mafie sono forti anche perchè il modello-Carciofo ha convinto molti: fare Cosca è diventato da tempo il modo violento, disperato, escludente di intendere la società, di intendere la politica, di intendere l'occupazione delle Istituzioni. Al grido di “si salvi chi può” l'Italia sta diventando un spaventosa piantagione di carciofi.

Noi non ci stiamo.

Crediamo prima di tutto che le persone, come tali, possano incontrarsi, capirsi, costruire insieme una storia comune nonostante le diversità, anzi a partire dalla interazione tra queste. Ci ribelliamo alla legge della diffidenza. Non vogliamo guardarci dagli altri, ma guardare agli altri. Difendiamo il sogno che fu di Kant, di Altiero Spinelli, dei ragazzi del '68, il sogno racchiuso nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo: gli uomini e le donne di questo pianeta appartengono prima di tutto ad un destino comune, il loro sangue è rosso ad ogni latitudine, mai più guerre.

Non siamo ingenui: sappiamo che non è facile, sappiamo che la spinta violenta che nutre la nostra aggressività è lì, come un alligatore a pelo d'acqua, pronto a spalancare le sue fauci. Per questo ribadiamo la necessità di una scuola pubblica che funzioni! Una scuola pubblica che sia continua occasione di incontro e di educazione: perchè è possibile essere migliori, purchè si cerchi di diventarlo insieme.

Crediamo nello Stato di Diritto, cioè in una organizzazione della società nella quale il potere, anche quello della maggioranza, non possa fare tutto quello che vuole. Crediamo che il Diritto e prima di tutto quello Costituzionale, abbia la funzione di costruire concordia e inclusione, a partire dalla tutela di chi è meno forte. Quando il diritto diventa solo e semplicemente l'affermazione della volontà di chi è già forte, perde il suo senso, genera discordia, prepara alla guerra.

Ecco perchè non vogliamo nessuno sopra la legge e non vogliamo la legge asservita a nessuno.

Ecco perchè ci uniamo a tutti coloro che si stanno impegnando affinchè i processi sui fatti di Genova arrivino ad individuare le responsabilità politiche, penalmente rilevanti, che permisero quella macelleria. Ecco perchè esprimiamo la nostra solidarietà a chi, come Vittorio Agnoletto, rischia di essere esposto a ritorsioni pesanti proprio per questo tenace lavoro.

Ecco perchè ribadiamo il nostro lavoro dentro le scuole, anche in vista della Biennale Democrazia, affinchè si impari a crescere insieme. Ecco perchè stiamo al fianco dei Testimoni di Giustizia, come Pino Masciari, che chiedono giustizia, dopo aver contribuito a caro prezzo a costruirne nelle aule di tribunale. Ecco perchè stiamo al fianco delle vittime delle mafie e delle stragi, che pretendono verità su quelle morti, anche quando sono verità laceranti per lo Stato stesso. Ecco perchè ci impegniamo a riutilizzare i beni confiscati alle mafie, affinchè siano il segno tangibile di una legalità che conviene e sa produrre un'altra economia. Ecco perchè siamo vicini a chi, come Pino Maniaci, presidia tenacemente l'informazione libera e graffiante, nell'era del criminoso e soffocante monopolio mediatico di cui tutto l'attuale sistema politico italiano è responsabile.
 
postato da: laura56 alle ore 08:55 | link | commenti
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